Il 3 febbraio 2020 scrivevo:
Me ne sto un pò senza mutande, con la schiena china sul computer e due profonde occhiaie a scurirmi il volto. Studio quel minimo per riempire la mie giornate, fuori fa freddissimo. Non c'è più alcun posto dove posso rifugiarmi, sembra proprio che mi debba preparare ad un'altra ondata travolgente di cambiamenti nella mia vita. Ieri sera sono stata male, ho pensato che fosse necessario togliermi la vita prima che fosse "troppo tardi" per me e i miei fragili nervi. Andare avanti e continuare a costruire avrebbe significato solo morte certa, che avessi provato a parlargli o meno. Perché sono debole, squinternata, e senza possibilità di redenzione. Lo penso da quando ho 5 anni. Non sono fatta per questo mondo, sono troppo fragile per combattere le mie battaglie.
Il ricordo dei miei pomeriggi dopo scuola rannicchiata dietro il termosifone a chattare con lei e a morire di paura mi fa una grande tenerezza.
Questo a Marco non l'ho detto dopo il litigio, come avrei potuto? Quella con Marco deve essere una storia leggera, Hai bisogno di certezze, ma devi aspettarti di tutto dice Eddy.
Oggi è il 24 marzo 2020 e molte cose sono cambiate, come sapete. Siamo in quarantena da due settimane, una cosa che mai ci saremmo aspettati. Il tre febbraio ancora non si conosceva il coronavirus e tutte le mie attenzioni erano concentrate su un altro tipo di sopravvivenza... quella con me stessa. Lottavo contro quello che avevo scoperto essere in grado di fare per soddisfare un capriccio, l'unica cosa a cui riuscivo a pensare era: come è potuto succedere? Quando? Non capivo la meschinità che la vita strizza fuori dal tuo corpo per difendere qualche sogno andato infranto, sopratutto per conquistare la vendetta contro chi quel sogno si è permesso di calpestarlo, e sostituirlo con il proprio. Ma infondo questa era solo la nuova ossessione, seguivano poi tutte le altre.
In questi giorni non ho fatto gran che, è già un miracolo se riesco a non dormire dieci ore di fila. La notte mi assale il terrore e il giorno lotto per tenermi sveglia. Come sempre studio per studiare, non ho un piano, nè controllo di quello che mangio, ma qualcosa sembra essersi smosso semplicemente con lo scorrere del tempo. Come la muta dei serpenti.
Partendo dalle cose un pò superficiali, oggi mi sono guardata allo specchio dopo la doccia e mi sono trovata bella. Un fisico asciutto e tonico, bello e sano. Frutto del lavoro in palestra prima della quarantena e delle buone abitudini prese di recente, di piccoli sacrifici. Pensare al periodo in cui ho aperto questo blog per parlare di bulimia, insulti, autocommiserazione, mi sale una tristezza nauseante. Oggi scostando l'accappatoio per il solito check ho visto il mio copro per la prima volta veramente pulito, pronto per vivere il domani.
Un'altra bella sorpresa è arrivata quando ho aperto questo blog e ho ricominciato e leggere i vecchi pensieri, anche solo di qualche mese come quello che ho riportato. Non mi sono odiata come solito, mi sono trovata tristemente infantile e capricciosa (...ma questo lo sapevo già ), ma c'era dell'altro e quell'altro era bellissimo e importante. Ho visto la dolcezza, l'ingenuità, l'amore per la vita, ho riconosciuto il mio cuore in tutti quei lamenti e mi sono voluta bene, mi sono perdonata. Volevo stringermi forte e proteggermi, non picchiarmi. E' la prima volta che mi succede ed è proprio incredibile.
Penso di essere pronta per lasciar andare molte cose, fare la mia muta, perdonarmi. Marco mi ha chisto "perché non riesci ad essere felice per gli altri?" E' inutile starci a pensare, la risposta la so già: Ho paura che mi rubino la mia felicità.
Me ne sto un pò senza mutande, con la schiena china sul computer e due profonde occhiaie a scurirmi il volto. Studio quel minimo per riempire la mie giornate, fuori fa freddissimo. Non c'è più alcun posto dove posso rifugiarmi, sembra proprio che mi debba preparare ad un'altra ondata travolgente di cambiamenti nella mia vita. Ieri sera sono stata male, ho pensato che fosse necessario togliermi la vita prima che fosse "troppo tardi" per me e i miei fragili nervi. Andare avanti e continuare a costruire avrebbe significato solo morte certa, che avessi provato a parlargli o meno. Perché sono debole, squinternata, e senza possibilità di redenzione. Lo penso da quando ho 5 anni. Non sono fatta per questo mondo, sono troppo fragile per combattere le mie battaglie.
Il ricordo dei miei pomeriggi dopo scuola rannicchiata dietro il termosifone a chattare con lei e a morire di paura mi fa una grande tenerezza.
Questo a Marco non l'ho detto dopo il litigio, come avrei potuto? Quella con Marco deve essere una storia leggera, Hai bisogno di certezze, ma devi aspettarti di tutto dice Eddy.
Oggi è il 24 marzo 2020 e molte cose sono cambiate, come sapete. Siamo in quarantena da due settimane, una cosa che mai ci saremmo aspettati. Il tre febbraio ancora non si conosceva il coronavirus e tutte le mie attenzioni erano concentrate su un altro tipo di sopravvivenza... quella con me stessa. Lottavo contro quello che avevo scoperto essere in grado di fare per soddisfare un capriccio, l'unica cosa a cui riuscivo a pensare era: come è potuto succedere? Quando? Non capivo la meschinità che la vita strizza fuori dal tuo corpo per difendere qualche sogno andato infranto, sopratutto per conquistare la vendetta contro chi quel sogno si è permesso di calpestarlo, e sostituirlo con il proprio. Ma infondo questa era solo la nuova ossessione, seguivano poi tutte le altre.
In questi giorni non ho fatto gran che, è già un miracolo se riesco a non dormire dieci ore di fila. La notte mi assale il terrore e il giorno lotto per tenermi sveglia. Come sempre studio per studiare, non ho un piano, nè controllo di quello che mangio, ma qualcosa sembra essersi smosso semplicemente con lo scorrere del tempo. Come la muta dei serpenti.
Partendo dalle cose un pò superficiali, oggi mi sono guardata allo specchio dopo la doccia e mi sono trovata bella. Un fisico asciutto e tonico, bello e sano. Frutto del lavoro in palestra prima della quarantena e delle buone abitudini prese di recente, di piccoli sacrifici. Pensare al periodo in cui ho aperto questo blog per parlare di bulimia, insulti, autocommiserazione, mi sale una tristezza nauseante. Oggi scostando l'accappatoio per il solito check ho visto il mio copro per la prima volta veramente pulito, pronto per vivere il domani.
Un'altra bella sorpresa è arrivata quando ho aperto questo blog e ho ricominciato e leggere i vecchi pensieri, anche solo di qualche mese come quello che ho riportato. Non mi sono odiata come solito, mi sono trovata tristemente infantile e capricciosa (...ma questo lo sapevo già ), ma c'era dell'altro e quell'altro era bellissimo e importante. Ho visto la dolcezza, l'ingenuità, l'amore per la vita, ho riconosciuto il mio cuore in tutti quei lamenti e mi sono voluta bene, mi sono perdonata. Volevo stringermi forte e proteggermi, non picchiarmi. E' la prima volta che mi succede ed è proprio incredibile.
Penso di essere pronta per lasciar andare molte cose, fare la mia muta, perdonarmi. Marco mi ha chisto "perché non riesci ad essere felice per gli altri?" E' inutile starci a pensare, la risposta la so già: Ho paura che mi rubino la mia felicità.
un periodo duro... ma ti sento forte e positiva cara! Facciamoci forza!
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